Venerdì 15 Giugno 2012 13:18

Ong e Social Media, i risultati parziali dell'indagine

Scritto da  Donata Columbro
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Chi ha paura dei social media? Sicuramente non le ong italiane che hanno risposto all'indagine avviata il 22 febbraio con lo scopo di mappare la presenza online delle organizzazioni non governative italiane in occasione della mia ricerca finanziata dalla Fondazione Goria e dalla Fondazione CRT. 

 

L'indagine, aperta il 22 febbraio e rimasta online per 90 giorni, ha raccolto in totale 76 questionari.

 

 

Sito internet


funzionalità interazione

 

La prima parte riguardava la struttura del sito internet, l'interazione con gli utenti e il collegamento con uno o più blog.

Tutte le ong coinvolte nell'indagine hanno un sito internet e il 39,7% ne ha aggiornato la struttura nel 2011. Nel 28,1% dei casi è stato predisposto con la possibilità di commentare il contenuto mentre la maggioranza l'81,3% ha previsto uno spazio per donare online via carta di credito, PayPal, bonifico bancario o altri servizi di pagamento.

Il 24,7% dichiara di gestire un blog e il 16,4% ne gestisce più di uno. La cadenza di aggiornamento è per la maggior parte quella settimanale (38,5%), principalmente da parte dell'ufficio comunicazione/promozione del proprio organismo (70%).

 

Social network


di cosa scrivete sui sm

 

 

Il 92,6% delle ong partecipanti all'indagine ha attivato almeno un profilo sui social network: Facebook, YouTube e Twitter i più gettonati, con una gestione degli aggiornamenti che è programmata e non occasionale nel 61,3% dei casi.

I principali argomenti trattati riguardano la comunicazione sulle attività e gli eventi promossi in Italia (57,1%), ma talvolta i profili sono usati anche per dare informazioni sul mondo della cooperazione in generale (47,2%). Sono poche le ong che sfruttano i social network per coinvolgere in modo diretto i sostenitori con sondaggi e contest (il 44,4% non li usa mai in questo modo). Il 28,1% aggiorna i profili con campagne di raccolta fondi, mentre per il 14,5% l'invio di notizie in situazioni di crisi è l'argomento trattato in prevalenza.

 


Fundraising online


crowdfundingPer quando riguarda il fundraising online, il 92,2% non ha mai fatto uso di piattaforme di crowdfunding, anche se il 28,6% si dichiara molto d'accordo nel sostenere che si tratti del fundraising del futuro. Il 48,6% reputa poco soddisfacente i risultati della raccolta fondi online avviata dalla sua organizzazione, e il 16,2% non li considera soddisfacenti.

 

Altre modalità di comunicazione con i sostenitori

Nell'ultima parte della survey si sono indagate le modalità di comunicazione più tradizionali come la newsletter e la pubblicazione di bollettini periodici.

Il 72% delle ong invia newsletter periodiche ai propri sostenitori con frequenza prevalentemente mensile (65%).

Circa una su due pubblica un bollettino cartaceo, che nel 75% dei casi è disponibile anche in formato digitale.
 

 

Da questi primi risultati emerge la volontà, da parte delle ong rispondenti, di esplorare nuovi strumenti e seguire le ultime tendenze dal punto di vista della comunicazione 2.0: questa volontà si osserva anche dal fatto la quasi totalità (92,5%) considera la presenza di un profilo su uno o più social network come fondamentale per raggiungere i propri sostenitori e il 41% dichiara di essere fortemente d'accordo quando si afferma che investire tempo nelle relazioni online con i volontari e i sostenitori non è tempo sprecato.

 

I risultati completi dell'indagine saranno disponibili nel mese di dicembre con la pubblicazione dell'ebook della ricerca.

Ultima modifica Lunedì 18 Giugno 2012 10:41
Donata Columbro

Donata Columbro

Donata Columbro è laureata in Relazioni internazionali e tutela dei diritti umani presso la Facoltà di Scienze politiche di Torino. Giornalista e blogger, si occupa prevalentemente di internet per il cambiamento sociale, diritti umani e di citizen journalism. Cura per VpS un progetto di ricerca collaterale alla rivista: il social-networking applicato alla cooperazione internazionale e al non profit, cofinanziato dalla Fondazione Goria e dalla Fondazione CRT, nell'ambito del Master dei Talenti della Società Civile.

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