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Migrants in Hungary 2015 Aug 015Se uno straniero viene espulso dall’Italia non potrà mai più rientrare oppure si? Qual è l’iter burocratico che deve seguire per ritornare nel nostro paese legalmente? Risponde l’avvocato Pancrazio Timpano,  esperto di VpS sulle questioni migratorie

Il divieto di reingresso dello straniero destinatario di un provvedimento di espulsione è disciplinato dall’articolo 13 del Testo Unico sull’immigrazione (D.Lgs. 286 del 1998) che prevede:“Per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, il Ministro dell’interno può disporre l’espulsione dello straniero dandone preventiva notizia al Consiglio dei Ministri e al Ministero degli Affari esteri. L’espulsione è disposta dal prefetto quando lo straniero: a) è entrato nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera; b) si è trattenuto nel territorio dello Stato senza aver richiesto il permesso di soggiorno nei termini prescritti, salvo che il ritardo sia dipeso da forza maggiore, oppure quando il permesso di soggiorno è stato revocato o annullato, è scaduto da piú di sessanta giorni e non è stato richiesto il rinnovo; c) appartiene a taluna della categorie indicate dall’articolo 1 della legge 27 dicembre 1956 n. 1423, come sostituito dall’articolo 2 della legge 3 agosto 1965, n. 575, come sostituito dall’articolo 13 della legge 12 settembre 1982, n. 646.”

Tuttavia l’espulsione non è definitiva e lo straniero può chiedere secondo una particolare procedura un nuovo ingresso nel territorio nazionale.

Infatti secondo l’art. 13 comma 13 del Testo unico sull’immigrazione “Lo straniero destinatario di un provvedimento di espulsione non può rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione del Ministero dell’Interno. In caso di trasgressione lo straniero è punito con la reclusione da uno a quattro anni ed è nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera. La disposizione di cui al primo periodo del presente comma non si applica nei confronti dello straniero già espulso ai sensi dell’articolo 13, comma 2, lettera a) e b), per il quale è stato autorizzato il ricongiungimento, ai sensi dell’articolo 29.”

Occorre ricordare alcuni punti importanti su cui prestare attenzione:

  1. il decreto di espulsione prevede che lo straniero non può rientrare in Italia né in tutta l’area Schengen;
  2. il tempo esatto per cui non può far rientro è specificato nel decreto di espulsione;
  3. il divieto di rientrare in Italia e nell’area Schengen decorre dalla data di esecuzione dell’espulsione, che decorre dal timbro d’uscita dal territorio italiano.

Lo straniero espulso, decorso il periodo di espulsione, può chiedere nuovamente l’autorizzazione al reingresso che deve essere richiesta nel territorio nazionale, producendo alla scadenza del divieto tutta la documentazione comprovante non solo l’uscita dal territorio nazionale ma che abbia soggiornato per tutto il periodo fuori dall’Italia.

Nell’istanza rivolta al Ministero dell’Interno tramite la rappresentanza diplomatica italiana all’estero si dovrà chiedere la revoca dell’espulsione.

La rappresentanza italiana all’estero (ambasciata o consolato), dopo una prima sulla verifica dell’identità e sull’esame della istanza invierà tutto al Ministero dell’interno il quale vaglierà a sua volta la sussistenza dei requisiti per il reingresso in Italia e nel caso di esito positivo all’aggiornamento dell’archivio SIS e dell’archivio di polizia.   

In caso di esito positivo o negativo il provvedimento verrà notificato a cura della rappresentanza italiana all’estero allo straniero che richiede il reingresso.

Avv. Pancrazio Timpano

Foro di Milano

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