Logo
focsiv
Condividi

different-nationalities-1743392 960 720

Cosa vuol dire lavorare nell'ambito della cooperazione internazionale, quale impegno comporta e quali siano le vie per accedere a questo settore sono domande a cui spesso i giovani interessati a questo mondo faticano a rispondere.
Proprio per far luce sugli aspetti meno chiari del mondo della cooperazione e per rilanciarla a partire dai ragazzi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con le università italiane, ha organizzato delle "Giornate d'orientamento sulle opportunità di lavorare con la Cooperazione Internazionale"

Mercoledì 17 maggio circa quattrocento tra studenti e rappresentati delle ong e del territorio di Torino si sono riuniti per partecipare al seminario "Il nostro futuro: lavorare nella cooperazione", dedicato al tema della cooperazione internazionale. L'appuntamento tanto atteso ha ospitato come principale relatore il Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Mario Giro, che ha dialogato con i giovani presenti, offrendo loro alcune indicazioni e riflessioni sul lavoro in questo settore.

Dopo i saluti e il breve discorso introduttivo del Rettore dell'Università di Torino, Gianmaria Ajani e della Pro-Rettrice del Politecnico di Torino, Michela Meo, l'assemblea ha accolto con un applauso il Viceministro Mario Giro.
Il Viceministro ha aperto la discussione sul lavoro nella cooperazione evidenziando tre punti principali:
  1. Oggi la cooperazione è cambiata, non è più "cooperazione allo sviluppo", ma è "cooperazione internazionale". "I soggetti che oggi partecipano alla cooperazione internazionale dell'Italia sono tantissimi. Cooperano i governi, cooperano le agenzie internazionali, cooperano le università, cooperano le imprese, cooperano le banche, le istituzioni finanziarie...". Quindi, per trovare sinergie tra tutti questi soggetti, è necessario strutturare nuove forme di cooperazione.
  2. "Non esiste oggi nel mondo globalizzato uno sviluppo separato: ci si sviluppa insieme". Non si può quindi restare legati a forme e strutture vecchie, perché siamo di fronte a un nuovo mondo. Tutti i Paesi sono collegati e dipendono uno dall'altro. Oggi bisogna fare sistema , bisogna unirsi. L'Italia, in particolare, vive strettamente collegata all'estero, vive nel contesto internazionale e di quello che al contesto internazionale può dare. "Bisogna imparare ad essere coscientemente estroversi", ha affermato il Viceministro Giro.
  3. Infine, partendo da alcune provocazioni legate all'attuale critica verso le ong e la situazione dei migranti in Italia, l'Onorevole ha formulato una riflessione su come la cultura del sospetto, fatta di calunnie senza prove, vada a minare le basi della democrazia stessa nel nostro Paese. Oggi l'Italia ha bisogno di politiche ordinarie, non può più vivere costantemente nell'emergenza, in generale, come nel caso specifico delle migrazioni.

Incontro Vice Ministro Mario Giro - CopiaSuccessivamente il Viceministro ha presentato ai giovani universitari diverse "vie" per entrare nel mondo della cooperazione internazionale:

  • Campi di lavoro internazionali
  • Servizio Civile Nazionale
  • SVE, Servizio Volontario Europeo
  • EU Aid Volunteers - volontariato europeo per l'aiuto umanitario
  • Agente Temporaneo UE
  • Tirocini UE
  • JPO, Junion Professional Officer
  • Fellowships Programme
  • UNV, UN Volunteers
  • Concorso diplomatico
  • Stage CRUI
  • AICS, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo
  • Concorso per addetto alla promozione culturale
  • ONG

Le domande e il dibattito apertosi dopo l'intervento del Viceministro Giro hanno evidenziato il grande interesse dei ragazzi e la loro voglia di mettersi in gioco e costruire il loro futuro.

Guarda qui il seminario "Lavorare nella cooperazione"