Logo
focsiv
Condividi

screeningMalnutrizione MALIEmergenza e conflitto nel nord del Mali: 300mila sfollati, 139mila rifugiati all’estero e un tasso di malnutrizione che supera la soglia critica. Testimonianze dei volontari di LVIA sul territorio.

Da anni il Mali è spaccato da una profonda frattura interna che vede contrapporsi numerose fazioni, tra cui lo Stato, il movimento di ribelli indipendentisti tuareg, che rivendicano la supremazia e il controllo del nord del Paese, e alcuni movimenti islamisti. Nel 2012 la situazione è esplosa: mentre il governo reagiva al colpo di stato organizzato dalle forze ribelli dell’esercito, i tuareg acquisivano il controllo di alcune importanti città settentrionali e dichiaravano unilateralmente l’indipendenza di quei territori. Dopo soli due mesi sono i gruppi islamisti ad impossessarsi del potere e a scontrarsi con l’esercito, prolungando il conflitto interno e la situazione di emergenza. La zona nord del Paese è quindi da sempre oggetto di contesa e, per questo, costantemente teatro di scontri armati e violenze.

In questo contesto si sviluppa il “Progetto di emergenza a sostegno delle popolazioni del Mali e in particolare a quelle vittime del conflitto nel Cercle di Douentza, regione di Mopti” di LVIA. Con questo progetto si vuole contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni che vivono nel nord del Mali, a lungo vittime del conflitto. Sicurezza alimentare e lotta alla malnutrizione infantile sono le priorità dell’azione di LVIA e CISV, suo partner, nella regione.

MALI dimostrazioni culinarieMichela Bordin, volontaria di LVIA e CISV in Mali, racconta le attività sul territorio nell’ambito della sicurezza alimentare. «LVIA ha riabilitato gli orti e i pozzi che nella stagione secca si riempiono di sabbia. Le parcelle sono state recintate per proteggere gli orti dagli animali al pascolo. Per quanto riguarda la risicoltura, abbiamo sfruttato la particolare conformazione geologica dell’area, caratterizzata dalle falesie. È da queste pareti rocciose che, durante la stagione delle piogge, cola l’acqua sul terreno in modo continuativo. Ed è qui che abbiamo realizzato delle piccole dighette di 50 cm per fermare l’acqua e coltivare il riso. Ad oggi 250 famiglie utilizzano questo metodo per la risicoltura. Tutti i lavori sono stati fatti con il cash for work, cioè con il lavoro della comunità locali che così contribuiscono alla realizzazione delle opere che loro stesse dovranno poi gestire».

Contro la malnutrizione infantile che affligge la regione il progetto provvede alla formazione del personale sanitario che svolge le visite mediche. Continua Michela Bordin. «Gli animatori di LVIA e CISV e il personale medico vanno nei villaggi per effettuare le visite. A tutti i bimbi sotto i 5 anni di età, alle donne incinte e allattanti viene misurato peso, altezza e il perimetro del braccio con apposito braccialetto: se il braccialetto segna rosso, il bimbo è gravemente malnutrito; se il braccialetto sta sul colore giallo, la persona è affetta da malnutrizione moderata e presa in carico dal centro medico comunale. Nella maggioranza dei casi, i bambini sono malnutriti in conseguenza di altre malattie che hanno contratto, come la diarrea o la malaria». Ad oggi ben 25mila bambini e 1.700 donne sono stati visitati per verificare lo stato nutrizionale.

Inoltre «Dare una corretta informazione alle comunità e alle famiglie è fondamentale per curare e prevenire la malnutrizione» testimonia la volontaria. A questo scopo nei villaggi si organizzano delle dimostrazioni culinarie in cui le donne che sono state formate insegnano alla comunità come cucinare gli alimenti locali mantenendone le proprietà nutritive e come abbinarli per garantire un pasto equilibrato.

 

L'articolo è tratto da NORD MALI: l'azione di LVIA per le popolazioni vittime del conflitto