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MLFM“Amazi Ni IsokoY’ubuzima” (L’acqua è sorgente di vita): questo in kinyarwanda il motto del Movimento Lotta Fame nel Mondo, ONG con sede a Lodi che da oltre mezzo secolo è impegnata a combattere il malsviluppo nei Sud del Mondo partendo, prima di tutto, proprio dall'accesso all'"oro blu".

 

Fiore all’occhiello di MLFM è proprio il settore Water, Sanitation and Hygiene; l’ONG lodigiana riabilita acquedotti, avvicina ai villaggi le fonti d’acqua e rafforza le infrastrutture idrauliche nelle zone più bisognose, accompagnando l’arrivo dell’acqua a momenti di formazione, in partenariato con associazioni locali per insegnare agli abitanti come gestire quotidianamente il bene idrico. L’obiettivo è quello di rendere la popolazione locale protagonista del proprio sviluppo, coinvolgendola come parte attiva nella realizzazione dei progetti.

"Oggi più che mai la cooperazione internazionale assume un valore strategico, poiché permette di creare progetti di sviluppo che diffondano un progresso equo e sostenibile, consentendo alla popolazione di essere libera di scegliere dove costruire il proprio futuro, evitandogli la necessità di fuggire dalla povertà" sostiene Sofia Marconi, responsabile comunicazione dell'MLFM. 

 Gli interventi che l'ong lodigiana promuove permettono alla popolazione beneficiaria di avere acqua pulita sempre disponibile, tramite l’installazione di fontane pubbliche ad una distanza massima dalle abitazioni di 250 metri e creando connessioni per scuole, centri di sanità, orfanotrofi e altre strutture pubbliche. 

Al momento l’ONG è ben radicata in Ruanda, il piccolo “Paese delle Mille Colline” situato nell’Africa Centrale, in cui opera dal 1987.

Secondo il programma congiunto OMS/UNICEF per il monitoraggio dei progressi ottenuti in ambito idrico (WHO/UNICEF Joint Monitoring Programme for Water Supply and Sanitation) in Ruanda l'accesso all’acqua potabile è notevolmente migliorato negli ultimi 15 anni: il numero di abitanti che accede ad una fonte di acqua potabile è aumentato dal 66% al 76%. 

Ma, "mentre l’approvvigionamento idrico è considerato elemento prioritario per lo sviluppo, questo non accade per i servizi igienico-sanitari e la gestione delle acque piovane, facendo sì che portare acqua potabile nelle zone rurali e garantire adeguati standard igienici resti tuttora una grande sfida" continua Sofia.
Particolarmente ambizioso in questo senso risulta un progetto MLFM nato nel dicembre 2015, proprio in una zona rurale; si tratta della riabilitazione dell’Acquedotto di Byimana (Ruanda Nord-Orientale), che attraversa due distretti per un’estensione totale di 37km di tubazioni ed oltre 15.000 beneficiari diretti.

La zona interessata dall’intervento è particolarmente povera e la popolazione sopravvive solo grazie ad un’agricoltura di sussistenza che non consente di ricavare alcun reddito proprio. 

Il progetto è rivolto soprattutto a bambini e donne, impegnati in interminabili viaggi e code presso le fontane per il reperimento della risorsa. Grazie all’avvicinamento delle fonti d’acqua ai villaggi, i bambini godranno di maggiore disponibilità di tempo per andare a scuola e giocare, mentre le donne potranno trovare un’occupazione.

Oro blu più vicino ed anche in maggiore quantità: l’intervento idrico intende fornire un quantitativo di acqua pari a 20 litri per persona, standard suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per favorire il benessere, la salute e l’igiene della popolazione.