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Parte dal 6 all’8 settembre il seminario nazionale sull’educazione interculturale organizzato da Cvm, ong che da oltre 30 anni è attiva nell’ambito dell’educazione all’intercultura in Italia. A Senigallia si ripensano i curricula scolastici studiando come le varie conoscenze possano stimolare l’immaginazione, la solidarietà e la creazione di relazioni profonde con l’altro. Perché, come sostiene la presidente del Cvm "L'attuale crisi è anche e soprattutto culturale e la scuola, in questo,  ha un ruolo fondamentale per sviluppare il senso critico dei nuovi cittadini".

convegno di senigallia cvm

Giunti quest’anno alla loro VII edizione, i seminari di educazione interculturale offrono una strada alternativa ai docenti interessati, per reinterpretare le discipline scolastiche in un'ottica interculturale e con una maggiore attenzione a creare unità e non frammentazione.  L’edizione di questo anno dal titolo “Una nuova etica per i curriculi della cittadinanza globale” cerca di "ripensare le finalità della scuola sotto una nuova mission: nutrire di conoscenze la cittadinanza globale per affrontare i nuovi stimoli del terzo millennio" riferisce Giovanna Cipollari, presidentessa dell'associazione Cvm. Nell'intervista rilasciata la Dott.ssa Cipollari aggiunge "L'attuale crisi è anche e soprattutto culturale e la scuola, in questo,  ha un ruolo fondamentale per sviluppare il senso critico dei nuovi cittadini, ormai sottoposti a stimoli continui che non sono più contenibili nella rigida struttura dei programmi scolastici di oggi".

In questo processo gli studi umanistici si rivalutano sotto vari punti di vista. Il senso critico porta la comunità a non essere schiava del sistema, delle tecnologie e della visione stereotipata, ma a domandarsi e a prendere consapevolezza degli strumenti a sua disposizione per ribaltare le sorti del mondo. Per tale ragione, aggiunge "la nuova etica deve passare per l'ordinarietà della scuola, senza esser rilegata ai corsi esterni e progetti per esperti". L’arte dell’incontro nelle scuole prima di tutto, secondo , la presidentessa è la prima cosa da imparare, migliorando l’istituzione scolastica e preparando i nuovi giovani agli stimoli del futuro.

"Sin dagli anni '70" riferisce la presidentessa " le Ong hanno cercato di porre l'attenzione sull'educazione come strumento di cambiamento culturale per decolonizzare il nord dalla visione frammentata del mondo e delle conoscenze. Ad oggi le istituzioni comprendono la necessità ed appoggiano questo processo di cambiamento che porterà ad una svolta epocale proprio attraverso la scuola". La partecipazione di ricercatori di fama nazionale ed internazionale offre l'opportunità di ascoltare le teorie pedagogiche internazionali per attuare una ribaltamento nell'educazione globale, e di mettere in pratica, attraverso laboratori didattici, tali input. Formare una nuova cittadinanza mondiale significa usufruire delle discipline scolastiche, scardinando però i loro apparati tradizionali che costituiscono un ostacolo al raggiungimento dell'obiettivo finale. 

L’evento si dividerà in incontri teorici, con la partecipazione di esperti nazionali ed internazionali e in laboratori didattici che aiutano i docenti partecipanti all’evento a tradurre in pratica gli input teorici sviluppati durante gli incontri. Particolarmente sensibili al tema dell'educazione interculturale sono i docenti della scuola primaria, che in prima persona vivono la necessità di cambiare gli strumenti educativi per i propri alunni. Più rigida la scuola secondaria che invece potrebbe divenire un anello di congiunzione forte per traghettare i nuovi cittadini globali nel mondo del lavoro con una consapevolezza maggiore delle potenzialità della conoscenza.  

Si può verificare il programma e la brochure sul sito CVM. Per partecipare all’incontro è necessario inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inviando il modulo di iscrizione compilato entro e non oltre il 4 settembre 2013.