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L'economia solidale ci fornisce il contesto e l'orizzonte per affrontare la crisi guardando oltre.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

Organize 300

- http://unionorganisers.wordpress.com -

 

Stiamo attraversando un periodo difficile, la grande transizione è appena iniziata. In questi momenti penso che dobbiamo imparare a guardare avanti con un certo sano strabismo che ci consenta da una parte di vedere la realtà dei fatti che ci sta innanzi e dall'altra di non perdere il punto fisso di riferimento all'orizzonte. Allenarci a vedere contemporaneamente una situazione in cui i bisogni ed i diritti vengono progressivamente rinnegati ed il mondo di benvivere che vogliamo costruire in cui i diversi bisogni di tutte le persone sono per quanto possibile soddisfatti può aiutarci a scartare gli ostacoli proseguendo nella giusta direzione.

Per capire come muoverci, seguendo l'approccio di Euclides Mance, trovo utile analizzare i flussi in entrata e in uscita dalle nostre reti, nonostante i loro confini siano sfumati. Infatti la rete si mantiene e sviluppa sulla base dei suoi flussi interni e degli scambi con l'esterno. Consideriamo quindi la rete dell'economia solidale formata da Gas, produttori, fornitori di servizi, associazioni e altri soggetti che scambiano beni, servizi, informazioni, abitudini, idee e valori all'interno della rete e con l'esterno.

Le risorse che entrano nella rete sono principalmente quelle portate dai consumatori e dalle imprese o organizzazioni esterne che acquistano i prodotti ed i servizi forniti dalla rete, le ore di lavoro e di volontariato svolte al suo interno ed i finanziamenti, prodotti o servizi ricevuti. I flussi che escono sono gli acquisti dall'esterno, gli sprechi, le tasse ed i prodotti e servizi forniti all'esterno.

 

Rete 300

 

Lo sviluppo della rete si basa sugli equilibri e sulle differenze tra i flussi in entrata ed in uscita. La rete si mantiene sulla capacità di attirare le risorse dei consumatori e delle imprese e sulla sua capacità di soddisfare i loro bisogni; la rete si indebolisce quando si rifornisce dall'esterno e quando spreca le sue risorse.

Organizzarsi per resistere alla crisi e guardare oltre significa quindi intervenire su due fronti: da una parte aumentare i flussi in entrata e dall'altra migliorare l'efficienza. Aumentare i flussi in entrata vuol dire fornire delle risposte che riescano a considerare e soddisfare meglio i diversi bisogni dei consumatori e delle imprese rispetto alle altre offerte disponibili, tenendo conto del fatto che i margini di scelta si stanno riducendo. Questo può significare, ad esempio, puntare sulle caratteristiche specifiche che la rete può offrire, in particolare il suo "capitale delle relazioni".

Penso anche che dobbiamo accontentarci di avanzare un po' alla volta, arrivando fin dove le nostre forze lo consentono. Questo significa ad esempio affrontare filiere complesse accettando di non riuscire a convertirle completamente in un sol colpo ma un pezzo alla volta, avendo però la chiarezza di dire fin dove siamo arrivati e cosa resta da fare, in modo da poter poi festeggiare anche il prossimo passo in avanti quando riusciremo a risalire un altro pezzetto della filiera.

Allo stesso modo, fare i conti con le proprie forze in un periodo storico di passaggio significa rendersi conto che non potremo fornire tutte le risposte e salvare tutte le imprese dall'oggi al domani, dovremo necessariamente iniziare a concentrarci su alcuni casi per trovare delle soluzioni sostenibili che possano poi essere replicate.

Migliorare l'utilizzo delle nostre risorse significa sviluppare progetti che riescano a mettere insieme le risorse disponibili su di un tema generale o un aspetto particolare e lo affrontino in modo complessivo a beneficio di tutta la rete, proponendo l'orizzonte di senso che distingue i prodotti ed i servizi offerti dalla rete e aumentandone l'efficacia. Possiamo ad esempio condividere progetti per la gestione dei servizi di cui le nostre reti hanno bisogno, come la logistica, la gestione delle risorse finanziarie o la comunicazione.

Inoltre, abbiamo imparato che i bisogni possono essere soddisfatti meglio ed in modo più efficiente all'interno di una cornice di beni comuni, in cui per fortuna non siamo i soli a muoverci. Aumentare l'efficacia delle nostre reti vuol quindi anche dire costruire alleanze e progetti con gli altri soggetti, incluse le istituzioni, per la valorizzazione dei beni comuni.

Organizzarci per resistere alla crisi con lo sguardo rivolto verso l'orizzonte significa quindi rinforzare e attivare progetti per soddisfare i diversi bisogni, risalire filiere complesse, affrontare insieme temi generali e aspetti particolari e costruire alleanze per i beni comuni. Questi progetti saranno più forti se sostenuti da accordi o patti che possano garantirne la stabilità. Penso che ognuno di noi, a partire dalle sue scelte di tutti i giorni fino al suo impegno nella realizzazione di un progetto, possa disegnare un pezzetto di questo quadro. Il prossimo incontro dell'economia solidale di Monopoli sarà un'occasione per scambiare, attivare, rinforzare e diffondere progetti e patti di questi tipi; se ci riusciremo, sarà un bene per tutti noi. Ci aiuteremo a organizzare meglio il benvivere di oggi e di domani per tutti gli abitanti del pianeta.