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Si fa presto a dire "economia alternativa" o "altra economia", ma cosa intendiamo? Se parliamo di economia "altra" non abbiamo ancora detto niente.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

CritiqueGreenEconomy

Diverse esperienze e modelli si pongono come alternative al modello dominante, che oramai sta diventando indifendibile. Alcuni propongono qualche aggiustamento, altri una trasformazione più profonda. Tra economia verde (green economy), economia solidale, economia civile, economia del bene comune, economia di comunione ed economia partecipata (parecon) ce n'è un po' per tutti i gusti. Ognuna di queste pone in risalto alcuni aspetti, e propone delle soluzioni. Per fare un po' di chiarezza è necessario chiedersi a dove tenda ognuno di questi modelli e quali siano i prossimi passaggi che propone, così da poter scegliere compagni di viaggio che vanno nella stessa direzione. Se escludiamo la green economy, che merita un discorso a parte, sono d'accordo con Christian Felber, maggior promotore dell'economia del bene comune, quando dice che da ognuna delle altre ci sia qualcosa di buono da tenere.

La green economy invece non si pone come un modello alternativo ma come una riforma del sistema attuale basata sull'efficienza; a me pare semplicemente una riedizione del cosiddetto sviluppo sostenibile, che invece di ammettere il fallimento preferisce cambiare nome. Il problema è che intervenire solo sull'efficienza non basta, perché la crescita della domanda supera qualsiasi miglioramento tecnologico. Per questo motivo, come direbbe Wolfgang Sachs, la rivoluzione dell'efficienza deve essere accompagnata da una rivoluzione della sufficienza, in cui ci occupiamo anche di riconsiderare i fini oltre che i mezzi. Qui il discorso diventerebbe un po' lungo, e forse ci tornerò in un prossimo post, ma per ora mi basta sapere di essere in buona compagnia in questa critica alla green economy. Compagni di strada sono, tra gli altri, lo stesso Wolfgang Sachs nella sua "Critique of the Green Economy" (disponibile a questo link) in cui parla appunto di economia della sufficienza, Alberto Zoratti e Monica Di Sisto con il loro libro su "I signori della green economy" (qui trovi una presentazione) e la ONG CETRI con il suo "«Économie verte»: marchandiser la planète pour la sauver?". Nella stessa direzione mi sembra vada anche Christian Felber nella sua critica all'approccio della responsabilità sociale di impresa quando dichiara che la compilazione del bilancio del bene comune deve diventare un vincolo di legge e non un atto volontario per le imprese, intendendo in questo modo una revisione proponda degli obiettivi stessi dell'impresa: "Questo significa, per le imprese, che il loro contributo politico è completamente diverso dal sostegno di iniziative volontarie di CSR (Corporate Social Responsibility)" ("L'economia del bene comune", pp. 170-171).

Ma per fortuna, superata la green economy, troviamo altri compagni di strada con cui vale la pena incontrarsi per scambiare idee e percorsi. In questa prospettiva di composizione dei diversi contributi, abbiamo organizzato un primo seminario insieme tra economia solidale ed economia del bene comune come occasione di confronto sui prossimi passaggi, gli scenari di transizione e le possibili collaborazioni; qui sotto trovate il programma.

 


 

 

ECONOMIA SOLIDALE ED ECONOMIA DEL BENE COMUNE

SCENARI E PERCORSI DI TRANSIZIONE

 

25 maggio 2013 (h 9-16), Abbazia di Novacella, Bressanone (BZ)
All'interno delle "Giornate della sostenibilità - think more about" (www.thinkmoreabout.com/it)

 

PRESENTAZIONE

Il seminario costituisce un'occasione di incontro e di confronto tra i movimenti dell'economia solidale (RES - www.retecosol.org) e dell'economia del bene comune (EBC -  www.economia-del-bene-comune.it). Considerato il mutuo interesse e la ricerca di percorsi comuni, il seminario ha lo scopo di evidenziare possibili punti di collaborazione tra i due movimenti.

Nella sessione del mattino il confronto verterà sugli scenari di transizione, per verificare gli aspetti comuni nelle visioni della trasformazione e cercare di identificare quale possa essere il ruolo più efficace che ciascun movimento può giocare.

Nella sessione del pomeriggio invece lo scambio sarà sulle esperienze pratiche già attuate, tra cui le filiere partecipate, il bilancio del bene comune e la formazione del prezzo "giusto". Queste esperienze saranno raccontate direttamente dai soggetti che le portano avanti e ci sarà modo di confrontarsi tra i relatori e con i partecipanti.

 

PROGRAMMA

 

SCENARI

  9.00 - Saluti e presentazione della giornata, Günther Reifer e Andrea Saroldi

  9.15 - L'economia del bene comune in sintesi, Günther Reifer

  9.30 - L'economia solidale in sintesi, Soana Tortora

  9.45 - Scenari di transizione secondo l'economia del bene comune, Günther Reifer

10.15 - Scenari di transizione secondo l'economia solidale, Ferruccio Nilia e Davide Biolghini

10.45 - Intervallo

11.00 - Confronto su obiettivi comuni e differenze di approccio

 

12.00 - Pranzo

 

ESPERIENZE

13.30 - Il prezzo giusto, Angelo Sanità

14.00 - Il bilancio del bene comune, Toni Russo

14.30 - I sistemi di garanzia partecipata, Nicolino Di Giano

15.00 - Proposte di collaborazione tra i due movimenti

16.00 – Conclusioni, con intervento di Christian Felber