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La fine dell'anno è tempo di bilanci, possiamo quindi immaginare l'impresa in cui lavoriamo impegnata nella compilazione del bilancio del bene comune.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

EconomiaBeneComune

 

L'obiettivo è chiaro, si tratta di sintetizzare quanto l'attività dell'impresa concorra al bene comune attraverso degli indicatori in grado di esprimere, ad esempio:

  • - quanto sono utili i prodotti o servizi;
  • - quanto sono umane le condizioni di lavoro;
  • - quanto è ecologica la produzione;
  • - come sono trattati i clienti;
  • - con quale livello di solidarietà si comporta l'azienda nei confronti di altre aziende;
  • - come vengono distribuiti i ricavi;
  • - quale è la disparità di trattamento economico e condizioni di lavoro tra donne e uomini e tra i lavoratori di diverso livello;
  • - con quale livello di democrazia interna vengono prese le decisioni;
  • - quanto è etica la gestione delle forniture e delle finanze.

Questi fattori vengono stimati attraverso degli indicatori, che possono essere sintetizzati in un punteggio complessivo di valutazione.

L'obiettivo è chiaro: già da oggi questo bilancio costituisce un canale di informazione verso i consumatori critici che preferiscono le aziende che contribuiscono maggiormente al bene comune, rispettando la gradualità di valutazione necessaria in questo momento di transizione e sostenendo le imprese che vogliono migliorare il loro contributo. Ma domani i comuni e le amministrazioni locali e dopodomani gli stati sosterranno con misure di diverso tipo, tra cui vantaggi fiscali, le imprese che contribuiscono maggiormente al bene comune fino a rendere obbligatoria per legge la pubblicazione di questo bilancio. D'altronde anche la Costituzione Italiana, riferendosi al diritto al lavoro nell'articolo 4, afferma che "Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."

Se tutto questo vi sembra fantascienza vi state sbagliando. Il movimento per l'economia del bene comune, nato in Austria nel 2010 in particolare ad opera di Christian Felber, si sta diffondendo rapidamente anche in Italia a partire dall'Alto Adige. Ad oggi sono già 450 le imprese che hanno deciso di compilare il loro bilancio del bene comune, secondo la versione 4.0 dello schema di bilancio che viene aggiornato ogni anno in seguito alla revisione svolta dai gruppi di lavoro in seguito alla sperimentazione svolta nell'anno precedente.

Vi racconto tutto questo perché credo che l'economia del bene comune possa essere un'alleata dell'economia solidale, secondo la stessa proposta di Felber che considera l'economia solidale un'amica. "Non sarebbe utile se un modello (alternativo) si affermasse contro un altro; l'ideale è che i componenti più attrattivi e catalizzatori di consenso tra i diversi approcci alternativi vengano composti in un processo di ricerca partecipativo, al fine di creare un ordine economico democratico". E poi ancora "L'economia del bene comune ricerca la cooperazione con simili approcci alternativi, al fine di rendersi visibili a vicenda e imparare l'uno dall'altro" (Christian Felber, "L'economia del bene comune", p. XIII e p. 182). Ne abbiamo bisogno, in questo periodo di grande trasformazione.

Penso che il bilancio del bene comune possa tornare utile ai Gas e ai Des nella valutazione delle imprese, in particolare per le filiere complesse in cui è difficile definire criteri ed indicatori omogenei; in effetti, qualche impresa del mondo dell'economia solidale sta già sperimentando questo schema di bilancio. Questi due movimenti si stanno avvicinando, un seminario comune di confronto dal titolo "Economia solidale ed economia del bene comune: scenari e percorsi di transizione" è previsto per il 25 maggio 2013 a Bressanone (BZ) all'interno delle giornate della sostenibilità organizzate dal Terra Institute.

 

Riferimenti

  • Libro su "L'economia del bene comune" di Christian Felber.
  • Video in cui Chritstian Felber presenta (in lingua spagnola) i principi dell'economia e del bilancio del bene comune.