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Tra i libri che ho scritto "Costruire economie solidali" è forse il più fortunato, anche se è quello che ha venduto di meno.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

CosEcoSol 196

E' stato pubblicato nel 2003 per promuovere una prospettiva che iniziava appena ad essere conosciuta in Italia, quella delle reti di economia solidale, ripresa dalla “Rivoluzione delle reti” descritta da Euclides Mance a partire dalle esperienze dell'America Latina.

L'idea di questo libro è che abbiamo tra le mani già tutte le tessere del puzzle che ci servono per costruire una società in grado di sostenersi; si tratta di scoprirle, rafforzarle e collegarle su diversi piani, come fossero i livelli di un grande gioco cooperativo che ha lo scopo di trasformare la società a partire dai comportamenti e dai flussi. Questa la recensione di Filippo Laurenti sulla rivista ".eco".

 

Come spesso accade per i libri editi dalla EMI, questo lavoro, frutto di una passione ormai decennale dell’autore per le economie solidali, consente ai lettori profani del tema di immergervisi dentro senza scottarsi, imparare velocemente a nuotare, e uscirne impregnati di una volontà di usare le conoscenze appena acquisite nella vita di tutti giorni: in ambito familiare così come lavorativo, nelle comunità locali e fra comunità diverse. Per questo il sottotitolo recita “un percorso a quattro livelli”. E davvero questo testo ci fornisce gli stimoli e gli strumenti adatti a costruire, nei diversi ambiti di cui sopra, delle forme di economia solidale: quando siamo turisti e quando siamo attivisti, quando compriamo e quando investiamo, quando costruiamo reti e quando ci aiutiamo.

Saroldi usa la metafora del gioco per guidare il lettore alla scoperta di una realtà – quella delle economie alternative – nascosta agli occhi dei più solo da un velo sottile, una realtà che brulica di energie e opportunità, e che ha davvero bisogno di pubblicità; esiste un immenso bacino di utenza che vorrebbe ridefinire le proprie scelte a livello economico e finalmente esistono delle opzioni diverse, solidali per l’uomo e per l’ambiente. Questo libro (dal prezzo solidale) si presenta come un ponte prezioso tra queste due realtà.

L’obiettivo che si pone l’autore è presentare le istruzioni per costruire, dal basso, un’economia che sia a misura d’uomo e sostenibile: un’economia, quindi per il benessere di tutti.

 

Ora, dopo dieci anni, posso ritenermi soddisfatto perché questa prospettiva di ricerca del massimo livello possibile di benvivere per tutti attraverso la tessitura di reti sta coinvolgendo moltissime persone: si stima che in Italia i Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) siano circa 2'000 per un totale approssimativo di 200'000 persone che si nutrono con i prodotti acquistati in gruppo, mentre sono circa 50 le esperienze territoriali che si muovono nella logica della costruzione di reti di economia solidale chiamate Des (Distretto di Economia Solidale). Molti si stanno impegnando, con esperienze anche molto innovative, ad esempio nella costruzione di filiere, nel campo dell'energia o della distribuzione, ed il cambiamento è già in atto. Ma per portare avanti una trasformazione così radicale ci serve uno slancio ulteriore, quello su cui Alex Langer interrogava San Cristoforo; abbiamo bisogno di una prospettiva affascinante o almeno desiderabile per dare forza ai nostri passi.

Nel libro, organizzato come un percorso dal micro verso il macro e dal basso verso l'alto, una delle idee guida è quella della leggerezza, che troviamo ripresa nelle istruzioni su “come vincere in 10 mosse” riportate come conclusione.

Lì scoprirete ad esempio il passaggio dalla strategia lillipuziana a quella lapuziana. Infatti Gulliver, anni dopo aver visitato il paese di Lilliput, nel suo terzo viaggio incontra l'isola di Laputa, un'isola volante guidata dai suoi abitanti. Dai Lapuziani dobbiamo quindi imparare l'arte di rendere leggeri i nostri territori così da poterli sollevare e guidare nel cielo.

O ancora, lì trovate la descrizione del mito di Anubi, divinità dell'antico Egitto, raffigurato con il corpo di uomo e la testa di sciacallo. Anubi abita gli inferi ed aspetta i defunti per il giudizio finale che avviene tramite una pesata, ponendo su di un piatto della bilancia il cuore del defunto e sull'altro la piuma di Maat che rappresenta l'armonia universale. Se il cuore è almeno leggero come la piuma il defunto può procedere verso la sopravvivenza eterna, altrimenti viene divorato da un mostro con le fauci di coccodrillo. Potremmo rispolverare questo mito come portatore dell'esigenza di alleggerire i nostri cuori insieme alla nostra economia.

Insomma, la conversione dell'economia non è solo un fatto tecnico, per raggiungere una economia leggera non basta la rivoluzione dell'efficienza; come ricorda Wolfgang Sachs è necessaria una seconda rivoluzione, quella della sufficienza. Dobbiamo chiederci cosa è desiderabile per una società per stabilire a quale obiettivi dare priorità, per scegliere quali scopi perseguire e a quali rinunciare.

Dal canto mio, ritengo che il maggior livello possibile di benvivere per tutti sia un obiettivo condivisibile, e come ho cercato di mostrare nel libro gli strumenti e le esperienze che si muovono in questa direzione non mancano. Ognuno di noi può scegliere quale contributo portare e su quale livello del gioco muoversi, ce n'è per tutti i gusti.