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E' possibile consumare energia da fonti rinnovabili ed allo stesso tempo partecipare a percorsi di energia positiva. Si tratta di una storia un po' sofferta e avventurosa, perché per un consumatore critico è complicato orientarsi nel mondo dell'energia; come in tutte le filiere lunghe, anche qui conviene muoversi in gruppo.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

I Gruppi di Acquisto Solidale (Gas) tipicamente iniziano acquistando insieme beni alimentari da produttori che incontrano e con cui costruiscono relazioni di fiducia. Questo modo di procacciarsi il cibo dà soddisfazione; l'appetito vien mangiando, e da tempo i Gas si chiedono come procurarsi attraverso canali di fiducia anche gli altri prodotti e servizi di cui abbiamo bisogno per la nostra vita di tutti i giorni. Quando però la filiera si allunga diventa più difficile riprodurre lo stesso tipo di relazione diretta, ed anche i criteri di scelta diventano più complessi. Per fortuna, a differenza di qualche anno fa, esistono oramai esperienze significative in diversi campi come i detersivi, il tessile, la telefonia, la gestione del risparmio e il turismo. Il paniere dei Gas si sta così ampliando, pur con le difficoltà legate a questa "escalation del consumo critico", dovendo accettare in alcuni casi di non riuscire a controllare tutta la filiera ma risalendone comunque una parte.

La storia dei Gas con l'energia risente di questo travaglio e della complessità di un mare in cui sembra non ci sia spazio per pesci più piccoli degli squali. Dal 2007 alcuni Gas hanno fondato l'associazione "GASenergia", nella prospettiva di chiudere localmente ed in modo sostenibile anche il ciclo dell'energia. I Gas chiamano pomposamente questo tipo di progetti "dei grandi numeri", perché è evidente che questi temi sono aldilà della portata di un singolo gruppo. Per casi come questi serve chiamare a raccolta tutte le forze disponibili, per cui GASenergia affronta il tema all'interno della associazione CO-Energia che si occupa di progetti collettivi di economia solidale insieme tra Gas e Distretti di Economia Solidale (Des).

Affrontando il tema dell'energia, la prima raccomandazione è naturalmente quella di evitare gli sprechi e ridurre ove possibile i consumi. Ma oltre a questo il consumatore critico si chiede, come suo solito, da dove proviene l'energia che consuma e cosa ci sta dietro.

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Un primo strumento per orientarsi è "L'energia che ho in mente", pubblicato da Altreconomia (2012). Questo libretto fornisce una serie di indicazioni sia su come ridurre gli sprechi che sulla scelta del fornitore di elettricità e gas.

CO-Energia da 4 anni è alla ricerca di un'azienda con cui stabilire un accordo per la fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili per i membri dei Gas e le persone interessate. I primi due tentativi di accordo non hanno funzionato per motivi diversi, ma questa sembra essere la volta buona. CO-Energia ha da poco firmato un accordo con TRENTA che prevede:

  • - una valutazione su “come” l’energia viene prodotta e gestita;

  • - la disponibilità a valutare insieme l’andamento del progetto e ad apportare eventuali correzioni in itinere;
  • - il fondo di solidarietà, gestito dall’assemblea dei soci di CO-Energia, che servirà a finanziare nuovi progetti;

  • - una valutazione su “come” l’energia viene prodotta e gestita;
  • - la disponibilità a partecipare in modo attivo alla realizzazione di impianti condivisi (territori cioè che si organizzano per costruire insieme progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili);
  • - la trasparenza come strumento per mettere in comunicazione il mondo dell'economia solidale e il mondo profit.

Sul sito www.co-energia.org trovate le informazioni sul progetto e come fare per aderire cambiando fornitore di energia elettrica. Il fondo di solidarietà serve a orientare una parte delle risorse mobilitate per avviare progetti rivolti alla chiusura locale dei cicli e alla auto-sostenibilità dei territori anche sul piano energetico. Non è necessario far parte di un Gas per aderire, la proposta si rivolge a tutti i cittadini.

Sono talmente convinto dell'efficacia di questo tipo di progetti da essere quasi pronto a rinnegare i miei studi di fisica: vi posso garantire che la luce proveniente da una lampadina alimentata da corrente elettrica proveniente da fonti rinnovabili è molto più confortevole rispetto alle fonti fossili. Chi non riesce a vedere la differenza è perché ha gli occhi girati all'indietro!

 

Riferimenti

 - "Energia elettrica pulita ed economica? Ora si può", di Daniele Biella su Vita.it