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In questo appunto vorrei ritornare sull'ambivalenza della tecnologia, partendo da un consiglio di lettura per poi raccontare come in casa facciamo a meno del wifi.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

limoni

Un mio ex-collega, informatico (qui trovate il suo blog), mi ha segnalato “Il profumo dei limoni – Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” di Jonah Lynch (Ed. Lindau 2011). Lynch, da buon religioso, propone un atteggiamento piuttosto laico nei confronti della tecnologia. Dopo aver passato velocemente in rassegna alcune recenti scoperte sui meccanismi cerebrali dell’apprendimento e averci invitato a tenere conto dei nostri limiti fisici, propone affrontare ogni innovazione chiedendosi cosa ci fa conquistare e cosa ci fa perdere. Lo scopo di queste domande è mantenere il controllo sulla tecnologia. La natura, i luoghi ed i rapporti umani diretti con il loro fascino aiutano a svelare i rischi che si nascondono dietro alle ore passate in un mondo virtuale e alle relazioni mediate da una chat. Gli educatori devono prendersi la responsabilità di interrogarsi su come promuovere la libertà in mezzo alle tecnologie, tra spazi che si spalancano e dipendenze in agguato.

Condivido questo approccio, che trovo in accordo con "la filosofia del benvivere", il tema delle tecnologie "intermedie" o "appropriate” introdotto da Fritz Schumacher (vedi “Piccolo è bello”) e le “soglie critiche” di Ivan Illich (vedi “La convivialità”). E' anche un invito a non accontentarsi di soluzioni generiche, secondo la citazione tratta da Wendell Berry e segnalatami dall'ex-collega: "[…] c'è una cospicua mancanza di correzioni su vasta scala a problemi che hanno cause di vasta scala. I nostri danni ai bacini idrici e agli ecosistemi dovranno essere corretti una fattoria alla volta, una foresta alla volta, un ettaro alla volta. Le conseguenze di un bombardamento devono essere affrontate un cadavere alla volta, una ferita alla volta". Concordo sul fatto che le soluzioni vadano cercate e sperimentate per ogni singola situazione, ma penso anche che siano preferibili quelle che possano essere copiate, adattate e riutilizzate.

Sarà a causa di questo mio rapporto conflittuale con la tecnologia se provo uno strano senso di rivincita quando riesco ad utilizzare un’innovazione per imbrigliarla, incanalarla o almeno limitarne gli effetti negativi. Non riesco dunque a fare a meno di raccontarvi come in casa facciamo a meno del wifi (almeno per ora). So che siamo immersi nelle radiazioni, ma so anche che la potenza del segnale cala rapidamente con la distanza, e penso che ognuno possa fare la sua parte anche per ridurre l'inquinamento elettromagnetico.

Si tratta di una soluzione che ho visto a casa di amici tedeschi, in Italia è disponibile ma quasi sconosciuta. Si basa sulla tecnologia delle "onde convogliate", che permette di trasmettere un segnale lungo il cavo della linea elettrica. Questa tecnica può essere applicata alla linea Ethernet per creare una rete locale casalinga che viaggia nei fili della corrente. L'installazione è piuttosto semplice, è sufficiente acquistare due o più adattatori che tramite una spina realizzano l'interfaccia tra la rete locale Ethernet e la linea elettrica. Devolo è una delle aziende che distribuisce in Italia questo tipo di prodotto.

Uno di questi adattatori va sistemato tra il modem della linea ADSL e la rete elettrica, che diventa così il supporto per portare la rete locale LAN in tutta la casa o l'ufficio. Inserendo un secondo adattatore in una qualsiasi presa dell'abitazione riotteniamo la linea Ethernet da collegare al PC. Questa è la configurazione più semplice, ma esistono diverse varianti che sono descritte sul sito della Devolo, dove trovate anche i punti vendita. Come vedete nella foto, uso una ciabatta multipresa con interruttore per collegare alla rete elettrica sia l’alimentazione del PC che l’adattatore. Dopo aver spento il PC, le regole casalinghe prevedono di spegnere anche la ciabatta.

Dlan

In questo modo siamo andati avanti per un po' di anni senza avere il wifi in casa. Più recentemente, nel 2013, l'abbiamo inserito con una estensione della stessa tecnologia: la nostra rete casalinga ha aggiunto un adattatore wifi che si collega alla presa di corrente da cui ricava segnale ed alimentazione. Possiamo spostare l'adattatore da una presa all'altra e possiamo anche impostare gli orari di accensione e spegnimento del wifi.