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Non mi occupo quasi mai di mercati finanziari globali perché sono convinto che l'economia solidale debba starsene alla larga, ma mi rendo conto di essermi perso alcuni contributi importanti che l'umanità ha fornito in termini di creatività assurda.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

ilgrandegioco

L'ultima volta è stata nel 2003, quando ho scritto una letteraccia a Banca Etica invitandola inutilmente ad evitare la borsa ed i cosiddetti "fondi etici". Ora provo a recuperare questi anni di latitanza con il raccontino che segue, ambientato nel Far West.

 

Mi sono da poco trasferito a Swap City, città di frontiera abitata da coloni. Sono venuto qui perché ho trovato una casa con il campo ad un prezzo ottimo. Arrivando ho notato segni di incendi recenti, ma non ci ho fatto troppo caso. Appena concluso l'affare mi hanno consigliato di assicurare la casa ed il campo contro gli incendi, che pare siano frequenti in questa zona. Così sono andato alla banca del villaggio ed ho assicurato casa e campo.

Mentre esco dalla banca, le persone che entravano dopo di me - notando che sono arrivato da poco - mi chiedono dove ho comprato casa. La cosa mi incuriosisce, e quindi chiedo loro perché lo vogliano sapere. Mi rispondono che stanno andando anche loro ad assicurare la mia casa.

"Cosa? Io compro casa e tu la assicuri?". "Certo - mi rispondono - a Swap City funziona così: la banca assicura anche chi non è proprietario. Se tu dovessi per disgrazia subire un incendio o un altro danno, la banca risarcirebbe tutti quelli che hanno stipulato un'assicurazione sulla tua casa".

La cosa mi sorprende parecchio, ma non ci faccio troppo caso, ogni paese ha le sue usanze. Vado a fare un giro al mercato, e lì trovo la seconda sorpresa: i banchi dedicati alla vendita di prodotti come frutta, farina, chiodi o martelli sono una rarità in mezzo ai banchi in cui si vendono pezzi di carta di vario tipo. Non so bene di cosa si tratti, ma capirete il mio stupore quando tra questi pezzi di carta in vendita trovo anche un contratto di assicurazione sulla mia casa, uno di quelli appena emessi dalla banca.

Le sorprese non sono ancora finite, perché mentre torno a casa noto un'altra stranezza: i prezzi delle case esposti nei cartelli "vendesi" sono visibilmente più alti nella zona intorno al mercato, e si abbassano allontanandosi dalla piazza. Siccome questa non riesco proprio a capirla, provo a chiedere spiegazioni entrando nel saloon. Mi dicono che il motivo è semplice: appena arriva in città una notizia, come ad esempio il bollettino meteorologico che annuncia un periodo di siccità oppure l'avvistamento di una banda di gangster in arrivo, i contratti di assicurazione sulle case aumentano di valore perché appare più probabile poter incassare per un incendio o un furto. In quel momento tutti si precipitano al mercato per poter comprare o vendere i contratti di assicurazione, e riescono ad ottenere condizioni migliori quelli che arrivano prima. Chi abita più vicino alla piazza del mercato potrà arrivare più in fretta ed ottenere così condizioni migliori, per cui è chiaro che le case vicine alla piazza costino di più.

Per oggi ho già imparato troppo, rientro nella mia nuova casa un po' frastornato ma anche piuttosto preoccupato: come posso pensare che il mio vicino mi dia una mano a spegnere un incendio se so che lui ha comprato una assicurazione sulla mia casa, per cui lui guadagna se la mia casa brucia? E come posso pensare che ad un passante distratto non possa accidentalmente cadere una sigaretta accesa per lo stesso motivo? E la redazione del giornale locale, con quale intenzione potrà dare o non dare le notizie sul bollettino meteorologico o sulle bande di gangster?

Sto sinceramente pensando di vendere tutto e trasferirmi nuovamente, ma sono preoccupato per il grano del mio campo che è tra i migliori della vallata, e non posso accettare che durante la prossima siccità, quando le persone avranno fame, questo debba bruciare a causa di un qualche piromane assicurato. Devo assolutamente parlarne con lo sceriffo, d'altronde anche lui possiede un campo, ed in caso di incendio la banca ed il paese rischiano la bancarotta. Ho però visto che al mercato vendevano addirittura le assicurazioni sul fallimento di Swap City; fino a ieri costavano pochissimo, ma oggi hanno iniziato a salire di prezzo. Mi piacerebbe sapere quante ne hanno emesse; mi fa ridere la campagna elettorale del candidato sindaco che propone di aumentare i pompieri per prevenire gli incendi, a Swap City serve ben altro.

 

Anche se tutto questo vi sembrerà assurdo, sono solo alcuni esempi di cosa ci ha portato la finanza globale, se non fosse per i danni si potrebbe apprezzarne la creatività. I Credit Default Swap (CDS) sono titoli che assicurano contro il fallimento di una azienda o di uno stato; vengono comprati e venduti in borsa o nelle Dark Pool. Riuscite ad immaginare la pressione che masse finanziarie superiori al PIL mondiale possono generare su tassi di interesse, rating e spread? Altro che debito sovrano!

Gli appartamenti vicino a Wall Street stanno salendo di prezzo, sapete come mai? Buona parte delle operazioni in borsa sono decise non da umani ma da programmi al computer che secondo particolari algoritmi comprano e vendono in continuazione (High Frequency Trading). Un appartamento più vicino a Wall Street consente di installare un computer il cui ordine di acquisto o vendita arriverà al server che gestisce gli scambi qualche millesimo di secondo prima degli altri, e quindi in condizioni più vantaggiose. La rivista "Internazionale" (6 aprile 2012) riporta la notizia da Bloomberg Businessweek secondo cui le banche sono disposte a finanziare per 300 milioni di dollari la posa di un nuovo cavo in fibra ottica che consentirà di collegare più velocemente le borse di Londra e New York riducendo il tempo di trasmissione dati di ben 5 preziosi millisecondi, dagli attuali 64,8 a 59,6.

Indipendentemente dal fatto che il governo che emana una manovra finanziaria sia di destra, di sinistra, o "tecnico", un programma nel computer decide di vendere o acquistare per trarre vantaggio dalle fluttuazioni dei prezzi, amplificandone l'instabilità. Ma dove vanno a finire questi guadagni? E da dove arrivano i soldi che ingrossano i capitali degli speculatori?

Credit Default Swap, Dark Pool e High Frequency Trading sono solo alcuni esempi di dove è arrivata la finanza mondiale fuori controllo, ma potremmo continuare con un lungo elenco di prodotti finanziari derivati, come gli Hedge Funds o i features che affamano intere popolazioni; Warren Buffet ha definito i derivati come armi finanziarire di distruzione di massa, affermando che "la varietà dei contratti derivati trova un limite solo nell´immaginazione dell´uomo (o talvolta, a quanto pare, del folle)".

E poi, oltre ai derivati, l'arsenale finanziario dispone di altre armi come Land Grabbing, Dumping e molto altro ancora (vedi anche il dossier VpS "I broker della fame" nel numero di novembre-dicembre 2011). I danni della eccessiva finanziarizzazione dell'economia sono conosciuti da tempo, così come le proposte per contenerne gli effetti, tra cui la più nota è la Tobin Tax. Ma oggi la massa degli investimenti e la frequenza degli scambi amplifica le fluttuazioni e rende il sistema finanziario estremamente instabile e fragile, così come la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera aumenta l'ampiezza e la frequenza degli eventi atmosferici. Mentre cerchiamo con fatica di costruire forme di economia che siano dotate di senso e di buonsenso, dobbiamo anche richiedere ai governi di limitare questi effetti devastanti. Come esistono regole e controlli per vietare l'introduzione sul mercato di prodotti tossici o nocivi, la stessa cosa dovrebbe valere per i prodotti finanziari e le procedure di compravendita.

Vi ricordate il salvataggio delle banche, comprese quelle in difficoltà per aver spacciato titoli tossici, con conseguente aumento del debito degli stati e della competizione tra i titoli di stato che si trovano in concorrenza tra di loro? E così oggi scopriamo di punto in bianco che lo stato è indebitato in modo così forte da non poter reggere l'aumento dei tassi di interesse, e quindi bisogna tagliare le spese, i servizi e le pensioni. Sono convinto che domare la finanza impazzita sia un passaggio obbligato per evitare la "Far-westizzazione" della nostra economia.

 

Riferimenti

- Tonino Perna, "Eventi estremi", Ed. Altreconomia 2011.

- Andrea Baranes, "Il grande gioco della fame", Ed. Altreconomia 2011.

- Animazione su "Economia reale vs finanza" su www.altreconomia.it

- Andrea Baranes, "Breve storia della crisi", su www.sbilanciamoci.info

 

Proposte

- Campagna per una tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax)

- Campagna per la riforma della Banca Mondiale

- Campagna per il congelamento del debito

- Sulla fame non si specula