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Ho tre figli, e questo fatto mi colloca inequivocabilmente nella categoria dei padri. Come per tutti i padri, il rapporto con i figli mi procura sia difficoltà che soddisfazioni.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

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Per quella che è la mia esperienza, mi sono fatto l'idea che in campo educativo si debba fare come per il pediatra o il medico: a voler sentire troppi pareri si va in confusione; meglio scegliere un medico che ispiri la nostra fiducia e seguire quello. Anche se può essere utile un approccio scientifico per prove ed errori, verificando l'efficacia delle nostre azioni in base al tipo di risposta, la complessità della situazione richiede di adottare qualche riferimento. Da parte mia, cerco di seguire il metodo introdotto da Thomas Gordon che va sotto il nome di “Genitori efficaci”; in realtà non si tratta semplicemente di un metodo per migliorare la comunicazione con i figli e la soluzione dei piccoli conflitti della vita di tutti i giorni, ma anche di una riflessione sul ruolo di genitore.

Non preoccupatevi, non mi lancerò in una descrizione dell'efficacia del metodo e dei successi ottenuti; con tre figli adolescenti ora non sono in grado di tirare delle conclusioni, e forse non lo sarò mai vista la complessità dell'argomento e la moltitudine di fattori che influenzano la vita dei nostri figli, tra cui la famiglia è solo una parte.

Ricordo però di essermi sentito sollevato leggendo l'introduzione di “Genitori efficaci” (Ed. La Meridiana) in cui Thomas Gordon evidenzia la scarsità – per non dire assenza - cronica di modelli educativi efficaci a cui attingere per inventarci il nostro ruolo di genitori. Chi ci aiuta in questo difficile compito?

Nonostante 17 anni di esperienza ammetto di essere un principiante nel mestiere di padre, e mi sorprendo a compiere degli errori, ma sono convinto che sia assolutamente importante affrontare questa carenza di esempi e provare a sperimentare ambienti e situazioni in cui si affrontano i problemi cercando soluzioni creative che siano per quanto possibile in grado di soddisfare i bisogni di ognuno e accettabili per tutti. E' l'applicazione della nonviolenza tra le mura domestiche, cercando di superare lo schema “vinco-perdi” con il “metodo senza perdenti”. Per fortuna la casa non è l'unica palestra possibile, ci sono anche la scuola e i gruppi giovanili; ma la famiglia è ovviamente un luogo privilegiato. Vi devo però avvisare che non è facile, perché bisogna in qualche modo essere pronti a ridiscutere anche le proprie idee ed il proprio ruolo di genitore, in particolare se consideriamo l'incredibile capacità dei figli adolescenti nello stanare incoerenze.

Penso però che l'abilità sperimentata oggi nello trovare soluzioni creative che soddisfano i bisogni di tutte le persone coinvolte sarà utilissima domani nelle situazioni della vita di tutti i giorni. In fondo la ricerca del benvivere è proprio questo, ed i meccanismi sono gli stessi che si possono presentare – ad esempio – nella ricerca di un accordo per la divisione dei compiti all'interno di un Gas o nella definizione delle condizioni di fornitura con il produttore; meccanismi che prevedono la relazione faccia a faccia ed il riconoscimento dei bisogni dell'altro.

Quando i figli sono piccoli, viene spontaneo tentare di trasmettere i nostri valori attraverso l'organizzazione della loro vita, è inevitabile. Mentre crescono mi rendo conto che la difficoltà principale sta nel comunicare il senso delle mie azioni. La tentazione di cercare la bacchetta magica in grado di addomesticare i figli in modo che si comportino secondo le nostre aspettative è forte, e oscura la possibilità di credere che il potere più grande di un genitore verso i propri figli sia quello di influenzarli.

Non ci vuole molto a lasciarsi convincere dalla sfiducia pregiudiziale verso il funzionamento dei gruppi democratici e la capacità dei ragazzi di contribuire alla ricerca delle soluzioni, ma sono convinto che i gruppi e le famiglie che imparano a funzionare in modo democratico siano una fonte di benessere per chi vi partecipa e che, come scrive Gordon: “Il modo in cui trattiamo i bambini è assolutamente fondamentale per il tipo di società che abbiamo, più di quanto pensi la maggior parte delle persone” (“Né con le buone né con le cattive”, La Meridiana, p. 157). Per me la famiglia è questo: una palestra di benvivere.

 

Riferimenti

 -Istituto dell'Approccio Centrato sulla Persona (IACP, organizza corsi sul metodo Gordon)