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Mi perdonerete se torno a parlare di cinema, ma ho voglia di raccontarvi "The Real Dirt on Farmer John".

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

Realdirt 185

Ho visto il film-documentario a ottobre in una serata organizzata dal Gas OCA Sansalvario, dove OCA sta per Ordini Collettivi di Acquisto, mentre San Salvario è un quartiere di Torino molto vivace in cui i Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) sono così diffusi da avere un coordinamento di zona. Il film è del 2006 (regia di Taggart Siegel, vedi il trailer), ma nonostante abbia vinto 31 premi in festival internazionali, è sconosciuto in Italia. Per fortuna è possibile procurarsi il DVD con i sottotitoli in Italiano.

Racconta in modo autobiografico la storia del fattore John Peterson del Midwest (USA), utilizzando a piene mani i filmini dagli 8 mm in poi che accompagnano la vita di John e danno al film una forza particolare, che riesce a mettere insieme il realismo della sua vita con i suoi affetti e la storia della regione.

John è un contadino piuttosto particolare, ama le arti e ospita hippy, ma a differenza dei suoi amici figli dei fiori conosce la campagna ed il lavoro che richiede, e sente il peso della fattoria ricaduto sulle sue spalle non ancora ventenni in seguito alla morte del padre. Il film racconta, attraverso i filmini di John e la voce sua e di vicini, amici e parenti, lo sviluppo della fattoria attraverso il tempo e le crisi. Per due volte John crede di aver fallito e che tutto sia perduto, ed è costretto a vendere gran parte del terreno acquistato da suo padre nel momento in cui la terra non dà più da vivere.

La prima volta riesce a risollevarsi grazie alla conversione al biologico e alla creazione di uno spaccio per la vendita diretta in cui coinvolge anche la madre, riferimento continuo nella sua vita. Ma ancora non è sufficiente.

La seconda volta viene salvato dalla comunità, attraverso la creazione di un legame con gruppi di cittadini che lo sostengono, si abbonano alla fornitura dei prodotti della fattoria e condividono i lavori nei campi attraverso la forma della CSA (Community Supported Agriculture - Agricoltura sostenuta dalla comunità).

Il film si chiude con il taglio del recinto in cui era ristretto il terreno di John per entrare insieme al gruppo dei cittadini-finanziatori in un campo vicino. Su questo nuovo campo nascerà un granaio, e la comunità si ritrova a costruirlo. Ancora una volta, sarà il capitale delle relazioni a salvare il fattore John.

Vi chiederete perché vi racconto tutto questo. Beh, magari vi può interessare, oppure cercate un regalo intelligente per un vostro amico del Gas, o ancora meglio volete presentare l'idea di una comunità che si prende cura di cosa e come produrre e non sapete come fare ad introdurre il tema della sovranità alimentare. Finché saranno in pochi ad avere letto questo post potrete fare un figurone.

 

Link

 - trailer in lingua originale su YouTube 

 - qui è possibile acquistare il DVD