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Azzeccare un regalo è una grossa soddisfazione. Nel momento preciso in cui il beneficiario ti ringrazia si apre una finestra di comunicazione particolare che ti consente di richiedere qualcosa di insolito.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

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In questo modo ho chiesto a Stefania, amica di famiglia, di scrivere una recensione per il musical "We will rock you"; così questa volta sarà lei a riempire questa pagina.

 

Il mio compleanno è stato il 2 marzo, ma quest'anno il regalo più bello l'avevo già ricevuto!

I miei carissimi amici: Daniela, Andrea, Anna, Giacomo e Giovanni Saroldi, mi hanno regalato l'opportunità di vedere il musical "We will rock You" (musical by Queen and Ben Elton, regia di Maurizio Colombi).

E' stato il 3 febbraio u.s. al Teatro Alfieri di Torino, mi hanno regalato due biglietti in galleria, e con mio marito Roberto abbiamo assistito ad uno spettacolo "STREPITOSO".

Io sono da sempre fan scatenata dei Queen, che ho scoperto ai tempi delle superiori, e che ho sempre amato per i testi e per il loro modo di proporsi, sempre in evoluzione, con liriche e pezzi rock fusi insieme alla perfezione, magistralmente interpretati dal "grande" Freddy Mercury, talento vocale e grande trascinatore di stadi gremiti... Purtroppo in Italia il "fenomeno Queen" è stato vissuto un po' marginalmente, infatti negli anni 80' andavano le hit da superclassifica, preconfezionate, ballabili e per il grande pubblico.

Alla prima dell'Alfieri però, mi sono veramente ricreduta..... Il teatro era gremito di quarantenni (come me) che cantavano, si sbracciavano e partecipavano attivamente, raccogliendo gli spunti offerti dagli artisti sul palco...

Il progetto dello spettacolo è stato sviluppato in 12 anni, e si vede dalla cura della scenografia in computer graphics, con 20 monitor e 500 movimenti luce, dai costumi, dal suono, cristallino e potente che ti avvolge nelle canzoni che sono rifatte talmente bene da sembrare gli originali... Dal cast, con voci grandiose e dalla Band che suona "dal vivo", formata da sette elementi, che viene scoperta solo alla fine del musical, e che merita tutti gli applausi che Torino quella sera le ha tributato.

La scoperta più bella, però, è che le 21 canzoni dei Queen sono state incastrate in una storia, vibrante, accorata e molto attuale.

Racconta di un futuro, in quella che noi consideriamo "Terra", dove la globalizzazione ha azzerato la mente delle persone che ci vivono, persone che non sanno chi sono, non hanno un nome, vivono in funzione del consumo di ogni prodotto venga fornito loro dalla "Global Soft", l'essere immateriale che li sovrasta e che li domina. Dalla massa informe di personalità appiattite e rese schiave dalla globalizzazione spiccano dei giovani ostinati, che hanno memoria di un passato che riporta nelle loro menti parole di antiche canzoni (quelle dei Queen appunto) che sembrano volerli liberare, sono il popolo dei "bohemien", costretti a nascondersi, per raccontarsi una realtà diversa, che li fa star bene, rispetto a quel presente così insulso.

Sono personalità inconsapevoli, che non si fanno sopraffare dal potere, che credono che la loro vita vada riscattata, che di nascosto cercano pezzi da assemblare per costruire strumenti musicali, ormai scomparsi dal pianeta, per fare rock.

La loro ostinazione li farà incontrare, darà loro la forza di reagire ad un mondo "preconfezionato", per far posto al sogno, all'illusione, alla certezza di vivere non dovendo amalgamarsi per forza al mondo che ti circonda.

E' molto bello il parallelismo che ne deriva, quello di una band, i Queen, appunto, che hanno cercato sempre di crearsi una nicchia, di fare canzoni in evoluzione, che portassero anche un messaggio a chi le ascoltava, in un tempo dove tutto iniziava ad essere standardizzato.

Come nel video di Radio Ga Ga, ispirato al famoso film Metropolis di Fritz Lang, la radio era l'unica a ricordare il passato in un futuro post-nucleare, qui i giovani, ribellandosi al sistema che li imprigiona massificandoli, riscoprono un futuro migliore dalle ceneri di un passato che valeva la pena di essere ricordato.....

Per me è stata una esperienza veramente toccante, se vi capita, andateci anche voi.. prossimamente il musical sarà a Milano, poi Genova, Bologna, Trieste, Firenze, Roma, Padova, Rimini, Napoli ed Acireale. Il sito è www.wewillrockyou-themusical.it. Infine "We will rock you" poteva benissimo intitolarsi "I want to break free" (voglio liberarmi), quello che di questi tempi noi tutti sogniamo di fare.

Stefania