Forum Cooperazione | Si riparte dal testo unico

cooperazione20italianaDifficile dire in questo momento come andrà a finire. Questo in sintesi il pensiero delle ong italiane riguardo il percorso di riforma della legge 49. Ma tre sono i punti irrinunciabili: agenzia, fondo unico, partecipazione della società civile

 

 

 

 

Difficile dire in questo momento come andrà a finire. Questo in sintesi il pensiero delle ong italiane riguardo il percorso di riforma della legge 49, la legge che dal 1987 regola la cooperazione internazionale.  Prevista per il 3 agosto la presentazione alla Commissione esteri del Senato del testo unificato del disegno di legge, ottenuto dopo lunghe mediazioni tra le due proposte iniziali, la n° 1744 e la n° 2486  presentate da Mantica (PdL) e Tonini (PD).

In queste ore saranno sentiti il Ministro Riccardi, il Ministero degli Affari esteri e di Economia e Finanza. Senza contare che a inizio ottobre è previsto il Forum nazionale sulla cooperazione, indetto dallo stesso Ministro Riccardi, che dovrebbe essere il luogo di definizione degli indirizzi della nuova cooperazione internazionale dell’Italia e non è chiaro in che relazione sta con la legge in fieri, come abbiamo già scritto.

Tutti i giochi sono aperti dunque e il testo potrebbe risultarne ancora totalmente stravolto.

 

In questa “fluidità politica” “tre sono le cose irrinunciabili per noi” sostiene Gianfranco Cattai, presidente Associazione ong italiane e Focsiv: “Ci auguravamo un Ministro della cooperazione, ma sembra che questo sia irrealizzabile. Il testo unificato prevede solo un viceministro, come ong sosteniamo tuttavia che sia necessario che questa figura partecipi regolarmente al Consiglio dei ministri”.

Il secondo punto particolarmente delicato è la creazione di un’Agenzia per la cooperazione, prevista nel testo e da tempo auspicata dagli addetti ai lavori “ma questo tipo di agenzia è inutile” sostiene ancora Cattai “è un modo diverso per chiamare le attuali Utl (unità tecniche locali). La nuova agenzia deve perlomeno essere conforme alla normativa italiana sulle agenzie. Ad esempio il personale non può essere messo lì dal Ministero, ma deve essere assunto per competenze e titoli.”

E poi il Fondo Unico per la cooperazione, previsto nel disegno di legge “deve essere il luogo in cui convergono tutti i fondi per la cooperazione internazionale, da qualunque ministero essi provengano, oppure se ne vanifica il significato. Dal testo non si capisce se sarà così”.

Grandi dubbi infine anche sulla “partecipazione delle società civile” sotto cui attualmente vengono messi indiscriminatamente soggetti profit e non profit “va perlomeno scomposto in attori sociali non profit e attori economici, la cooperazione delle ong o delle aziende non può essere la stessa cosa”

 

Leggi anche: 

Riforma della cooperazione | Le ong rilanciano

Riforma della cooperazione: un pasticciaccio all'italiana?

Leave your comments

0
  • No comments found


Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Sei qui: Notizie > Forum Cooperazione | Si riparte dal testo unico