“Giovani, istruiti e sottopagati” è questa la fotografia della presenza degli stranieri in Italia secondo i dati presentati ieri dall’Eurispes nel convegno “Lingua, immigrazione, integrazione”. 10,4% i sottoccupati contro il 3,6% degli italiani, 973 euro la retribuzione media, contro i 1.286 euro degli italiani.
di Sara Garnero
La triste situazione italiana non risparmia nessuno, tanto meno gli stranieri, che a dir la verità non se la sono mai passata bene, nemmeno in tempi migliori. Sempre più istruiti e formati, ma con poche possibilità di tradurre il loro sapere in sbocco professionale. Sebbene infatti posseggano un titolo di studio medio-alto, gli immigrati nel nostro Paese svolgono lavori dequalificanti e sottopagati, condizione aggravata dalla crisi economica attuale, che ha ulteriormente aumentato il divario: il 10,4% degli stranieri risulta sottoccupato, a fronte del 3,6% dei lavoratori italiani, afferma il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, durante l’incontro titolato “Lingua, immigrazione, integrazione - Parlarsi, incontrarsi, conoscersi” tenutosi ieri a Roma. Differenze che si ritrovano anche in busta paga: mensilmente, uno straniero riceve 973 euro netti, contro i 1.286 euro percepiti da un lavoratore italiano.
«Una condizione determinata non solo dalle caratteristiche dei contratti nazionali che premiano con maggiori scatti retributivi gli anni di anzianità maturati – sottolinea il presidente dell’Eurispes – ma anche dalla condizione di debolezza e ricattabilità sociale in cui le normative vigenti pongono i lavoratori immigrati». Senza il lavoro, infatti, viene meno anche il diritto al permesso di soggiorno.
Gli stranieri in Italia sono 4.570.317 (dato al gennaio 2011), in aumento del 7,9% rispetto all’anno precedente, e solo 600 mila sono cittadini italiani. Inoltre, in un Paese “invecchiato” prostrato da difficoltà economiche, immobilismi sociali e sfiducia nelle istituzioni, «solo il 2,4% della popolazione straniera ha più di 64 anni, dati che avranno un forte impatto economico e sociale nei prossimi decenni» , osserva Gian Maria Fara. L’età media tra gli stranieri infatti si ferma a 31,8 anni contro i 43,5 anni degli italiani, con un importante 22% per i primi costituito da minorenni.
Già oggi importanti trasformazioni hanno investito la società italiana. Nel mercato del lavoro gli stranieri rappresentano ormai il 10% della forza lavoro, in particolare nei servizi (60%), e nell’industria (36%). Per non parlare dell’assistenza fornita da stranieri, di cui godono 2 milioni e mezzo di famiglie italiane. Gli stranieri rappresentano una vera e propria risorsa economica, «contribuendo per oltre il 12% alla formazione del pil del nostro Paese, con importanti ricadute economiche anche sul versante contributivo e previdenziale grazie ai quasi 11 miliardi di euro di contributi previdenziali e fiscali versati ogni anno nelle casse dello Stato dai lavoratori stranieri. Anche sul versante dei consumi gli immigrati in Italia sono sempre più spesso protagonisti attivi: nel 2010 l’8,7% delle abitazioni acquistate ha avuto un compratore straniero».
Comments
- No comments found















Leave your comments