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Il 10 dicembre si è celebrata la Giornata mondiale dei diritti umani, per ribadire che tutti gli uomini e le donne nel mondo hanno dei diritti fondamentali, senza distinzioni. La ricorrenza è istituita dall'Assemblea Generale Onu per ricordare l'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata il 10 dicembre 1948: «Faccio appello agli Stati affinché onorino il loro obbligo di proteggere i diritti umani ogni giorno dell’anno. Chiedo ai popoli di chiederne conto ai rispettivi governi -  ha dichiarato Ban Ki Moon, sostenendo che la tutela di tutti i diritti è - una questione di giustizia individuale, stabilità sociale e progresso globale».

foto SiacVogliamo parlare in questa occasione dell’esperienza di un paese, la Guinea Bissau, che per anni ha subito il peso di diverse dittature militari e che oggi si presenta sulla scena internazionale con un nuovo governo eletto.

Recentemente, per la prima volta in Guinea Bissau è stato affrontato in modo condiviso, mettendo ad uno stesso tavolo contadini, governo e organizzazioni della società civile, il tema del Diritto al Cibo, quale diritto umano fondamentale: questo è accaduto nel corso di AGRIFEST - il primo Festival Nazionale dell’Agricoltura organizzato da LVIA a Bissau, con il finanziamento dell’Unione Europea, svoltosi dal 26 al 29 novembre 2014.

Come contribuire a raggiungere il diritto al cibo e alla sicurezza alimentare, valorizzando l’agricoltura familiare per far ripartire l’economia? – ci si è domandati. L’agricoltura è la spina dorsale dell’economia nazionale: il 50% del PIL, l’85% degli impieghi e contribuisce con il 93% delle esportazioni (in prevalenza di anacardo). Il paese dispone di un enorme potenziale di terre arabili. Si tratta però di agricoltura di sussistenza, dipendente dalle piogge e con scarsi rendimenti. Ad oggi, la produzione locale di riso copre appena il 40% del consumo nazionale, il resto è importato soprattutto dall’Asia, ed è di pessima qualità. Il riso è l’alimento base della dieta guineana, per questo è importante migliorare la produzione locale.Nonostante le difficoltà portate dalla guerra e da una politica discontinua, i contadini del paese hanno sempre continuato il loro lavoro: LVIA è presente in Guinea Bissau dagli anni Ottanta ed opera con gli agricoltori nelle bolanha (risaie), per migliorare la produzione del riso ma anche per diversificare la produzione agricola e organizzare delle forme aggregative e cooperative.

«LVIA viene con noi nelle risaie e si sporca le mani della nostra terra – ci dice Siac, che con la sua famiglia coltiva e gestisce una risaia nella regione di Tombali, nel sud del paese - Lavoriamo bene con LVIA perché ci conosce, conosce i nostri problemi e le nostre realtà. Per questo è possibile costruire insieme, come stiamo facendo, le soluzioni più adatte a migliorare la nostra produzione agricola, le condizioni di vita delle nostre famiglia e sfamare il nostro paese».

I contadini rivendicato la dignità di produttori, chiedono allo Stato di essere supportati nel loro lavoro con strumentazione, microcredito e con la tutela dell’agricoltura locale, anche attraverso una protezione dalle importazioni, ma non chiedono carità: “il riso del PAM e della FAO datelo a chi non ha voglia di lavorare!” è intervenuto con orgoglio Cabi, che ha una risaia nei pressi di Bissora, nel nord del paese e storica sede della LVIA.

Ma il dibattito ha fatto emergere anche la necessità di diversificare i consumi partendo dall’educazione alimentare, affinché le persone inizino a consumare maggiormente altri prodotti locali. E, non meno importante, è emersa la necessità per il mondo contadino della Guinea Bissau di organizzarsi, avere una rappresentanza capace di dialogare con il governo con un’unica voce  che porti avanti le istanze degli agricoltori affinché la tutela e il rafforzamento dell’agricoltura locale e familiare si concretizzi con scelte politiche coerenti.

Il piano del Governo sembra promettente, ma sarà necessario trovare fondi supplementari per realizzare gli ambiziosi obiettivi: «Il processo per arrivare a garantire il diritto al cibo e poter parlare di sicurezza alimentare è complesso – ha affermato il responsabile della Sicurezza Alimentare del Governo - e occorre lavorare congiuntamente governo, contadini e mondo della cooperazione su più fronti: supporto all’agricoltura contadina, microcredito, alfabetizzazione e formazione, infrastrutture e strade, semi di qualità, diversificazione della produzione e della dieta alimentare, strutturazione delle organizzazioni contadine, partecipazione all’elaborazione di politiche e strategie agricole, accompagnamento tecnico».

LVIA continua il suo lavoro per rafforzare la produzione agricola e il raggiungimento del diritto al cibo nel paese.

Il festival AGRIFEST è stato realizzato nel quadro di un progetto promosso da LVIA in partenariato con Manitese, con le ong locali AJAM e ADIM e il finanziamento dell'Unione Europea.

Questa notizia riguarda il progetto:
Progetto d'appoggio alle cooperative agricole ed ai gruppi di produttori di sementi delle Regioni Bolama-Bijagos, Oio, Cacheu, Quinara, et Tombali in Guinea Bissau 

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